"Ne abbiamo piene le calze". La Befana di Extinction Rebellion porta carbone al governo e alle banche che investono miliardi nei fossili

06 Jan 2026 - Extinction Rebellion Italia
Press



Treviso, 6 gennaio 2026 - Esponenti di Extinction Rebellion travestite da Befana consegnano calze piene di carbone per denunciare gli investimenti in combustibili fossili del governo italiano e di colossi finanziari come Intesa Sanpaolo e Unicredit. Aspramente criticato anche il sostegno all’azione militare statunitense in Venezuela, paese che detiene le maggiori riserve di petrolio al mondo.​​​​​​​

Extinction Rebellion è tornata a far sentire la propria voce attraverso un'azione simbolica, che si è svolta nella piazzetta Aldo Moro, in centro a Treviso. Travestite da Befana, alcune persone hanno portato, all'interno delle tradizionali calze colorate, frammenti di carbone per poi rovesciarle davanti alla Prefettura di Treviso. Niente dolciumi, ma carbon fossile da donare al governo italiano e agli istituti bancari che continuano a sovvenzionare e sfruttare i combustibili fossili. Ai passanti e ai bambini, invece, è stato donato carbone dolce, accompagnato da un volantino colorato che spiegava le ragioni della protesta.

Una denuncia, quella di Extinction Rebellion, che ha come destinatari le istituzioni politiche e le realtà finanziarie tra cui alcune delle principali banche italiane: Unicredit e Intesa Sanpaolo, che proprio nella zona di piazzetta Aldo Moro hanno la loro sede. Secondo il rapporto del Banking Climate Chaos, nel 2024 Unicredit ha investito 6,2 miliardi di dollari in finanziamenti di gas, carbone e petrolio, mentre nei sette anni dal 2016 al 2023 sono stati tra i 67 e i 71 i miliardi i dollari destinati al fossile. Sul podio degli investimenti nel settore c'è però Intesa Sanpaolo, con un volume finanziario di 11 miliardi di dollari investiti nel 2024 e 10 miliardi di dollari nei primi mesi del 2025: denaro immediatamente entrato nella disponibilità dei grandi gruppi energetici fossili di Eni e Snam.

"In un momento storico di cogente crisi eco climatica, che dovrebbe spingere i governi a investire su forme di energia pulita – commenta Extinction Rebellion - il governo italiano continua a investire in carbone, petrolio e gas: fonti energetiche impattanti e non rinnovabili. Il carbone non è un dolciume per bambini e la sua estrazione pesa negativamente sul futuro, sulla salute, sul clima e sul potere di acquisto di ogni individuo".

Politiche e finanziamenti pubblici vedono infatti l'Italia partner economica di progetti che sfruttano ancora pesantemente i combustibili fossili. L'agenzia di credito all'esportazione Sace, gruppo assicurativo finanziario partecipato dal ministero dell'economia, si è ad esempio distinta per il rilancio della garanzia di 950 milioni di dollari sui prestiti per le operazioni di Saipem in Mozambico, una scelta di segno opposto a quella dei governi della Gran Bretagna e dei Paesi Bassi che hanno scelto di interrompere il sostegno finanziario al progetto Mozambique LNG, gestito dalla multinazionale francese TotalEnergies, a causa delle numerose violazioni dei diritti umani. 

"Il sostegno espresso nei giorni scorsi da Giorgia Meloni e da alcuni ministri all’azione militare statunitense in Venezuela contribuisce a chiarire inoltre l’orientamento del governo italiano: violare il diritto internazionale, occupare territori sovrani e promuovere guerre come strumento per il controllo di risorse strategiche,” continua Extinction Rebellion. "Siamo stanchi di bugie, siamo stanchi di vederci derubare il futuro, siamo stanchi di operazioni finanziarie che sottraggono capitale pubblico e foraggiano gli interessi di pochi: è il momento di cambiare rotta".

Extinction Rebellion

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