"La Vita ha vinto oggi" – Nei Paesi Bassi i giudici ordinano a Shell di ridurre le emissioni di CO2 del 45% entro il 2030 in un caso climatico epocale

30 May 2021 - XR Italia
XR Magazine Società



“Il clima ha vinto oggi” – Nei Paesi Bassi i giudici ordinano a Shell di ridurre le emissioni di CO2 del 45% entro il 2030 in un caso climatico epocale.

La multinazionale del petrolio e del gas Royal Dutch Shell ha ricevuto l’ordine di ridurre le proprie emissioni di CO2 del 45% entro il 2030 in una storica causa legale.

E’ la seconda sconfitta giudiziaria per la Royal Dutch Shell, conosciuta dai più come Shell; Assieme a BP, ExxonMobil e Total è uno dei quattro principali attori privati mondiali nel comparto del petrolio e del gas naturale.

La sentenza segue quella di tre mesi fa contro la stessa Shell riguardo alla sua politica estrattiva in Nigeria. Nel Delta del Niger, oltre 40 mila persone, sostenevano che decenni di inquinamento legato alle attività estrattive del petrolio avevano avuto un grave impatto sull’ambiente e sulla salute. La Corte Suprema britannica aveva stabilito che le comunità nigeriane potevano citare in giudizio Shell (che è una società anglo-olandese) nei tribunali inglesi, ribaltando così una sentenza della Corte d’Appello. Una battaglia durata 5 anni.

Oggi, una giuria di un tribunale di grado inferiore dell’Aia ha stabilito che le politiche dell’azienda in materia erano troppo vaghe. Secondo i giudici dell’Aia gli impegni di Shell erano tali solo sulla carta: solo pochi giorni fa, il governo dei Paesi Bassi aveva assicurato alla Shell e all’altro gigante petrolifero Exxon un finanziamento record da 2 miliardi per creare il più grande impianto di stoccaggio di Co2 a Rotterdam. Le emissioni catturate dall’impianto di estrazione e raffinazione sarebbero “conservate” all’interno di appositi magazzini nel mare del Nord.

La corte si è così espressa: “Il tribunale ordina a Royal Dutch Shell … di ridurre la sua produzione di Co2 e quella dei suoi fornitori e acquirenti entro la fine del 2030 di un netto del 45% sulla base dei livelli del 2019”.

La causa è stata intentata dall’organizzazione ambientale Milieudefensie voor Veranderaars (Amici della Terra dei Paesi Bassi) insieme ad altri sei importanti enti ong (tra cui Greenpeace ed ActionAid) e circa 17mila cittadini olandesi.

Il caso è attualmente unico: non viene richiesto alcun compenso alla società. Invece, per la prima volta nella storia, a Shell viene chiesto di emettere un cambiamento di politica nelle sue attività estrattive.

Secondo Greenpeace la sentenza è storica anche perché per la prima volta viene condannata un’azienda che non si è allineata agli Accordi di Parigi sulle riduzioni di emissioni di CO2. 

“Shell non può continuare a violare i diritti umani e realizzare profitti a spese delle persone e del Pianeta”, come spiega Andy Palmen, direttore ad interim di Greenpeace nei Paesi Bassi. “Possiamo ritenere le multinazionali di tutto il mondo responsabili della crisi climatica, perché è impossibile rispettare l’accordo di Parigi senza che “grandi inquinatori come Shell siano legalmente obbligati ad agire”. 

Da qui, la tesi che ha portato a fare causa al gigante olandese e a ottenere questa vittoria in tribunale: “Shell è responsabile di enormi emissioni di Co2 e sta contribuendo alle disastrose conseguenze del cambiamento climatico per la popolazione”, ha detto il tribunale nel motivare la condanna.

“Questa è una grande notizia per tutti noi, per noi stessi e per i nostri figli”, secondo un portavoce di Milieudefensie, che continua : “Shell adatterà la sua politica in modo da emettere anche meno CO2 in tempo reale. Non spetta al giudice dire come Shell dovrebbe farlo, ma la società non sarà in grado di continuare a pompare tanto petrolio e gas come fa ora”. Anche se Shell decidesse di fare appello, cosa molto probabile se non certa, la sentenza porterà a più casi in tutto il mondo e politici e compagnie petrolifere e del gas sentiranno la pressione di cambiare rotta”.

“Questa dichiarazione cambierà il mondo”, secondo Roger Cox, l’avvocato di Milieudefensie. “Le persone in tutto il mondo sono pronte a citare in giudizio le compagnie petrolifere nel proprio paese, seguendo il nostro esempio. E non solo. Le compagnie petrolifere diventeranno molto più riluttanti a investire in combustibili fossili e combustibili inquinanti. Oggi ha vinto il clima”.

Attualmente, per la società olandese-britannica, la sentenza è legalmente vincolante solo nei Paesi Bassi.

Insomma, in questa settimana sono stati fatti degli enormi passi avanti che di sicuro hanno gettato le fondamenta per un ulteriore cambiamento, l’era del petrolio e degli altri combustibili fossili si sta lentamente spegnendo e questa è un’ottima notizia per la vita sulla Terra. 

Ora c’è solo da domandarsi se questi cambiamenti succederanno abbastanza velocemente da evitare il peggio della crisi climatica ed ecologica, ed è per questo che abbiamo bisogno di cittadini e cittadine responsabili e che hanno a cuore la vita sulla Terra e dei loro cari, che si ribellino pacificamente con noi, chiedendo un cambiamento radicale e immediato.

Alcuni riferimenti:

Euronews
Europa Today
Repubblica