#StorieRibelli: Luiz Rocha

02 May 2021 - XR Italia
XR Magazine Storie Ribelli



Le compagnie petrolifere sanno dagli anni '50 ciò che stanno facendo al pianeta. E' ora di raccontare i loro crimini. I media e i governi sono complici. Per questo saremo noi a raccontarvi le storie di cui nessun altro parla. Perchè quando le persone sanno e chiedono il cambiamento non c'è nessun governo che sia in grado di fermarle.

Il mio nome è Luiz Rocha, sono afrocolombiano e vivo nella comunità di Rocha, un villaggio nell’entroterra di Cartagena, Colombia. La mia storia si fonde a quella di tanti miei fratelli africani, i cui avi, tanti anni fa, sono stati estirpati dalla nostra terra d’origine e sono stati schiavizzati dall’uomo bianco.

Qui nel villaggio siamo all’incirca duemila persone, figli di coloro che, dopo i movimenti di liberazione, hanno fondato questo luogo remoto che adesso chiamiamo casa. Le nostre condizioni economiche non sono le migliori.
Viviamo in un mondo rurale, e da sempre la natura è stata ed è la nostra unica risorsa per sopravvivere, soprattutto l’acqua. Il villaggio nasce infatti intorno a diverse paludi connesse al fiume Magdalena, che attraversa gran parte della regione.
La nostra economia si basa esclusivamente su due attività, la pesca e l’agricoltura, ma non sappiamo ancora per quanto.

Allo stato attuale, ci sono due grandi problemi che minacciano la nostra esistenza.
Il primo riguarda la creazione di una conduttura che attraverserà parte della nostra comunità, e che avrà un importante impatto sul nostro sistema di irrigazione dei campi.
Il secondo, invece, si chiama cambiamento climatico. L’aumento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacciai ha provocato un graduale innalzamento del livello del mare e questo sta avendo un grandissimo effetto sul nostro ecosistema. La salinità dell’acqua infatti sta aumentando. Flora e fauna iniziano a risentirne, e le specie che consideriamo autoctone stanno scomparendo. I pesci che peschiamo, che già scarseggiano, potrebbero presto sparire a causa delle condizioni inospitali delle acque, senza considerare che quella stessa acqua viene utilizzata per irrigare i campi, ma che non potremo continuare ad utilizzare negli anni a venire.

Ho paura per il mio futuro, per quello dei miei figli e per quello della mia comunità. La storia della mia generazione è stata una storia di sfruttamento, di continua dislocazione forzata e di lotta continua per i diritti umani.
In questo luogo continuiamo ancora a curare quelle ferite che la schiavitù ci ha inflitto, e la nostra forza risiede a Rocha, questo luogo che chiamiamo casa.

Adesso, di nuovo, se i nostri dolori stavano trovando un conforto, saremo ancora costretti a lottare per sopravvivere.

Chissà se avremo mai tregua.