Piano integrato o parco disintegrato? Questo è il dilemma

04 Jun 2020 - Simonetta Biagi e Jacopo Simonetta
Azioni Notizie XR Toscana Provvedimenti



Chiunque si occupi anche marginalmente di protezione della Natura e di biodiversità sa perfettamente che oggi in Italia, come nella quasi totalità del mondo, la aree protette (parchi naturali e riserve) non interessano ai legislatori o, peggio, sono considerate degli sprechi di spazio e di denaro. Essi invece sono uno degli strumenti più efficaci ed economici che abbiamo a disposizione per contrastare sia l’estinzione di massa che il riscaldamento climatico. In questo articolo approfondiamo la situazione del Parco di Migliarino – San Rossore- Massaciuccoli, che fu salvato dalle speculazioni 50 anni fa da una levata di scudi di intellettuali come Antonio Cederna e che i nostri ribelli stanno cercando con tutte le forze di proteggere oggi, e vi diamo i riferimenti su come contribuire alle azioni che XR Toscana sta portando avanti in queste settimane, e a cui tutti noi possiamo partecipare!

La nascita del Parco di Migliarino – San Rossore-Massaciuccoli

“La lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali del nostro paese è la lotta stessa per l’affermazione della nostra dignità di cittadini, la lotta per il progresso e la coscienza civica contro la provocazione permanente di pochi privilegiati onnipotenti” (Antonio Cederna)

La storia del Parco di San Rossore- Migliarino-Massaciuccoli è la storia di uno dei più antichi ed estesi boschi mediterranei di pianura ancora esistenti; una cosa unica al mondo. Durante gli anni ‘50 e ‘60 c’era chi sosteneva pubblicamente che Pisa e Livorno si sarebbero fuse in una megalopoli da un milione di abitanti, ma aspettando questa famigerata “Pisorno”, abusi e speculazioni di ogni sorta stavano letteralmente “mangiando” questo patrimonio. Fortunatamente voci autorevoli e coraggiose del tempo si levarono contro questo scempio ed una tra le più rispettabili fu senza dubbio quella del giornalista e storico dell’urbanistica, nonché fondatore della fondazione “Italia Nostra”, Antonio Cederna che, con un famoso articolo sul settimanale L’Espresso, rese pubblico a livello nazionale quanto stava accadendo in Toscana. Titolo dell’articolo fu “I congiurati della pineta”, dove sostanzialmente Cederna denunciava una convenzione che si stava definendo tra il comune di Vecchiano, che voleva una strada per l’accesso al mare, e i Duchi Salviati, proprietari della tenuta di Migliarino. “In sostanza il comune baratta un limitato e precario vantaggio per un vero disastro nazionale quale lo smembramento e la privatizzazione della pineta, e regala miliardi ai proprietari e agli speculatori in cambio di poco o niente. Lo strano è che questa convenzione (…) viene in seguito approvata con sorprendente velocità da tutte le autorità competenti (…) riceve il benestare del Provveditorato forestale, dell’Ufficio tecnico erariale e della Soprintendenza ai monumenti e della giunta provinciale.” (pubblicato ne L’Espresso nel 1966). Grazie all’articolo di Cederna, la minaccia alle pinete pisane fece scalpore e l’autore non solo non venne smentito, ma vinse anche il premio giornalistico “Rustichello”, permettendo agli italiani di conoscere quanto stava accadendo “nelle segrete stanze”. Ci vollero ancora parecchi anni e lo Stato non istituì mai l’agognato Parco Nazionale, ma la levata di scudi e l’organizzazione di una diffusa resistenza fecero si che nel 1979 la Regione Toscana istituisse l’odierno Parco (L.R. 13 dicembre 1979, n. 61). Ovviamente il Parco nacque sulla base di una serie di compromessi con le varie lobby importanti a livello locale, ma nell’insieme fermò l’assalto e mise in sicurezza ambienti ormai unici o quasi come le dune sabbiose (tra le ultime presenti in Italia) e gli stagni d’acqua dolce chiamati “lame”, per citarne solo due. Le stesse pinete, pur essendo di origine artificiale, oltre al valore storico, svolgono la vitale funzione di proteggere con le loro chiome la vegetazione spontanea sottostante che, molto lentamente, tende a riformare foreste di querce e lecci simili a quelle originarie. Sono passati più di quaranta anni, ma certi appetiti non si sono mai sopiti ed oggi, in occasione della stesura del nuovo Piano Integrato, tornano prepotentemente alla ribalta.In buona sostanza, lo scenario odierno ripropone infatti un percorso già visto: ciò che interessa a chi maneggia parecchi soldi sono nuove strade, nuovi impianti balneari, nuove villette e nuovi capannoni. Più una cosa che quarant’anni fa non interessava a nessuno, ma che è stata riportata alla ribalta dalla recente crisi energetica: il legname.Tagliare i boschi, a cominciare da quelli più vecchi, interessa oggi molto più che ai tempi di Cederna.

Il futuro del Parco

La Regione Toscana ha avviato l’iter per l’elaborazione e l’approvazione del nuovo “Piano Integrato” del Parco di Migliarino – S. Rossore – Massaciuccoli; cioè del documento che stabilirà come sarà fatto il Parco, cosa ci si potrà fare e cosa no, ecc. Chi volesse approfondire il tema troverà la documentazione ufficiale a questo link. Noi autori lo abbiamo fatto ed abbiamo trovato diversi motivi di apprensione, soprattutto viste la recenti dichiarazioni delle amministrazioni comunali di Pisa e Viareggio. I punti poco chiari sono in effetti molti (gestione delle acque e deficit idrico, biodiversità, clima, fruizione) ma quelli che ci lasciano più perplessi sono due: la gestione dei boschi e l’estensione del Parco.

Per quanto riguarda il primo punto, i documenti pubblicati ribadiscono che la gestione forestale deve avere come priorità la conservazione dei valori naturalistici e storici per la tutela dei quali il Parco è stato istituito. Si spera quindi che il Piano Integrato rappresenti davvero un punto di svolta in una gestione che, ad oggi, continua ad applicare criteri commerciali, devastanti sotto il profilo ambientale. Si continuano infatti a tagliare le pinete più vecchie (con grave danno anche per la lecceta resiliente sottostante), mentre non si diradano gli impianti recenti che ne hanno urgentissimo bisogno. Oggi metà della terraferma e i ¾ delle acque dolci del mondo vengono utilizzate per alimentare delle città che hanno letteralmente divorato il territorio; dalle nostre parti ancor più che altrove. Il Parco è oramai un francobollo isolato in mezzo ad una delle aree più densamente urbanizzate d’Europa e sarebbe quindi il caso che davvero, e non solo sulla carta, le sue priorità diventassero salvare il salvabile della biosfera e del paesaggio. Ricordiamo infatti che i boschi sono vitali per mitigare l’inquinamento atmosferico, le ondate di calore e la siccità, che già mietono decine di migliaia di vittime ogni anno solo in Italia. Non per nulla si parla sempre più di “forestazione urbana”, proprio mentre le amministrazioni comunali d’Italia sembrano unite nello sterminare il già largamente insufficiente patrimonio arboreo di cui dispongono. Con una metafora, sarebbe come curarsi da malattie respiratorie fumando sigarette.

Il secondo punto è più complicato perché nei documenti di avvio del procedimento si parla di “definire dei confini certi” per il Parco. E’ molto strano, visto che dal 1979 esistono una legge istitutiva ed una cartografia ufficiale che indicano con assoluta chiarezza quali siano i confini e la superficie del Parco. Per la precisione, dei 23.139,98 ettari del Parco, 14.146,86 ricadono in “Area Interna” e 8.993,12 in “Area Esterna”, una dicitura infelice che da adito a molti equivoci. In effetti, la differenza fra le due tipologie è che nelle “aree interne”, oltre a tutti gli altri vincoli, vige anche il divieto di caccia; nelle “aree esterne” i vincoli sono gli stessi, salvo che alcune forme di caccia vi sono consentite. Un compromesso ragionevole che non si capisce perché si dovrebbe rimettere in discussione dopo quarant’anni: temiamo che si intenda cambiare lo status delle “aree esterne” (o parte di esse) in “aree contigue”. La differenza è fondamentale, soprattutto perché nelle “aree esterne” i permessi edilizi dipendono dal Parco, mentre nelle “aree contigue” dipendono dai comuni. Il timore diviene sospetto quando si visita il sito del Parco e si trova che, guarda caso, la didascalia della mappa indica una parte consistente con l’etichetta “aree contigue” che, a rigor di legge, a Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli neanche esistono. Forse un errore, certo, ma un errore che non è stato corretto, malgrado le numerose segnalazioni al Parco ed al Garante Regionale della Comunicazione. Forse gli impiegati hanno troppo lavoro per occuparsi di questo dettaglio, ma sta di fatto che, in attesa del Piano Integrato, proprio il Consiglio Direttivo del Parco ha approvato due delibere (la 32 del 2017 ed un’altra annunciata in questi giorni sulla stampa) con cui il Parco abiura a parte dei suoi poteri di controllo delegandoli ai comuni, Viareggio in particolare, in cambio di nulla. In entrambi i casi, contrarie la associazioni Ambientaliste.

post-picture

L’azione di XR alla quale contribuire

Noi siamo convinti che acqua dolce, aria pura, terra fertile, biodiversità ed un clima mite siano dei beni per salvaguardare i quali si può ben rinunciare a qualche tonnellata di legna da ardere, a qualche chilometro di strade ed a qualche ettaro di nuove costruzioni. Per questo i gruppi toscani, con il sostegno di XR-Italy, si stanno coordinando con altri gruppi ed associazioni ambientaliste per cercare di evitare che novità pericolose vengano introdotte nel redigendo piano. Già nel Dicembre dell’anno scorso presentammo al Parco un documento congiunto con Amici della Terra – Versilia, Fridays for Future, Legambiente, WWF e LIPU in cui si chiedeva esplicitamente che il Parco non venisse ridimensionato. Attualmente è in corso una prima campagna di informazione e partecipazione. Assieme agli stessi movimenti ed associazioni che hanno partecipato a scrivere il documento del dicembre scorso, abbiamo stilato un centinaio di brevi testi su tutti gli argomenti principali (estensione e confini del Parco, tutela della Biodiversità, Protezione dei boschi, tutela del Lago Massaciuccoli, Protezione degli arenili e delle golene, Emergenza climatica e agricoltura, contrasto all’urbanizzazione) usando poi i social-media per diffonderli affinché ognuno possa, volendo, inviali alla Regione cui spetta la decisione finale. Nell’ambito dell’iter di elaborazione del Piano, la Regione stessa ha infatti aperto una scheda web (disponibile a questo link ) su cui tutti i cittadini possono scrivere suggerimenti, raccomandazioni o informazioni utili per gli estensori del Piano stesso. Noi di XR ci proponiamo di inviare il maggior numero possibile di osservazioni dei cittadini con testi e opinioni contrarie al possibile, parziale smantellamento del Parco. Collegandosi con la pagina FB della nostra campagna di difesa del Parco di San Rossore, i cittadini potranno trovare, (nella sezione “discussione” dell’evento) delle proposte di “frasi” a cui ispirarsi o da copiare - incollare sul sito della Regione (il link al sito istituzionale è fornito nella medesima pagina). Ogni settimana proponiamo un gruppo di brani riferito a uno dei vari temi che riguardano la gestione del Parco. Naturalmente, chiunque può scrivere ciò che vuole, i testi proposti servono solo per dare lo spunto. L’essenziale è che più persone possibile dimostrino di avere a cuore il parco. Questa finestra di opportunità si chiuderà il 30 di giugno che sembra lontano, ma non lo è perché il sito regionale funziona a volte si ed a volte no. Bisogna insistere e non importa se molti contributi risulteranno ripetitivi. In questa fase è importante che tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questo e degli altri parchi si facciano sentire perché, potete star certi, chi ha interesse a tagliare e costruire sa bene come farsi sentire forte e chiaro nelle “stanze dei bottoni”.

post-picture

Per chi fosse interessato a partecipare, queste che seguono sono le proposte per che XR ha fatto per la campagna informativa, concentrate sulla questione dell’estensione del parco, della tutela idrogeologica e della biodiversità:

Proposte campagna informativa da pubblicare sul sito regionale:

https://www.facebook.com/events/253958199021328/

Ricordiamo che non ci sono limiti alla pubblicazione di interventi sul sito della Regione, per cui ognuno potrà ripetere questo piccolo gesto a suo piacimento. Siamo presenti con la nostra campagna anche su Instagram. In questo caso, si potrà seguire le pagine “xrlucca” o “xrpisa” per restare aggiornati sulle nostre iniziative in merito.

Comunque, il 30 di giugno non sarà chiusa la partita, che anzi continuerà per almeno un anno perché questo è il tempo minimo per giungere all’approvazione del Piano. Ci stiamo quindi preparando per rilanciare l’azione in settembre-ottobre, quando, forse, sarà in dirittura d’arrivo la nuova direttiva UE sull’emergenza climatica ed ecologica che, nella bozza presentata chiede, fra l’altro, proprio una maggiore protezione dei boschi ed un’estensione, non una contrazione, delle aree protette (parchi naturali e riserve).

40 anni fa una serie di accordi fra speculatori ed enti locali stavano per spazzare via le foresta e le paludi della costa fra Pisa e Viareggio, ma personalità di primo livello come Cederna si levarono per opporsi. Oggi si prospetta uno scenario per certi aspetti simile, ma a difendere quello che resta di questo patrimonio sono rimasti i cittadini preoccupati come noi. Speriamo che al nostro appello rispondano anche delle personalità del mondo intellettuale e sociale.

post-picture

Credits immagini

Immagine di copertina di Fisheye72, su Wikimedia Commons, parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli

Seconda immagine di Daniele Napolitano su Wikimedia Commons, San Rossore, Riserva del Paduletto

Terza immagine di Di Guglielmo Giambartolomei - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=88904044